buone foto e stay steam!
lunedì 10 giugno 2013
Kaboom Biella Fumetti 2013
buone foto e stay steam!
sabato 8 giugno 2013
Drughi, Dame e tanto altro
Da giovedì 6 Giugno, in via Belfiore 1 presso il Dis Uguale, è possibile ammirare le opere di Giorgia Bonavita e Cristina Carnino, giovani artisti torinesi che, in un panorama saturo di produzioni artistiche più o meno valide, hanno avuto il coraggio di provarci. Dico coraggio, non per la qualità delle loro opere, tecnicamente molto ben eseguite e con soggetti che personalmente ho molto apprezzato, ma perchè per seguire il cammino dell'arte, oggi più che mai, è necessario coraggio e tanta pazienza, ma torniamo alle opere.
I bellissimi disegni di Cristina, coperti da un velo di inquietudine che li rende vicini a quelli di un giovane De Agostini, bene si oppongono ai volti pop della brava Giorgia, che tappezzano le pareti di un locale che passo dopo passo si rivela un piccolo gioiello. Tra sensuali dame vittoriane e demoni goetici la mostra si snoda raccontando una storia ogni volta differente.
Non vi voglio tediare con noiose descrizioni (che nessuno legge mai) quindi, credo sia meglio lasciar parlare ancora una volte le immagini.
I bellissimi disegni di Cristina, coperti da un velo di inquietudine che li rende vicini a quelli di un giovane De Agostini, bene si oppongono ai volti pop della brava Giorgia, che tappezzano le pareti di un locale che passo dopo passo si rivela un piccolo gioiello. Tra sensuali dame vittoriane e demoni goetici la mostra si snoda raccontando una storia ogni volta differente.
venerdì 31 maggio 2013
Luciano De Blasi e i Sui Generis sono Contronatura. Per fortuna!
Quando qualcosa è definito dai più
Contro
Natura
potete
essere certi, la maggior parte delle volte almeno, che in qualche
modo racchiuda in sé un mondo da scoprire. Se nWilde sosteneva di
poter resistere a tutto fuorchè alle tentazioni, ad un primo ascolto
di Contronatura
di Luciano De Blasi e i Sui Generis, ci si ritrova catapultati in
un'atmosfera dove le passioni fanno da padrone. Rabbia, malinconia,
amore, gioia, euforia (indotta e non) vi condurranno attraverso
strade dominate dalle tentazioni. Prima di tutto la tentazione di
riascoltare i testi, vere e proprie poesie moderne che, proseguendo
dettami dell'avanguardia poetica degli anni settanta, riescono a far
riflettere attraverso argomenti assolutamente popolari. Scivolando
tra i luoghi comuni, senza essere mai banale, Luciano & co.
affrontano temi di attualità con quella vena di umorismo e sarcasmo
tipica di chi, a furia di osservare, si è stancato di tacere. Quello
che ad un primo ascolto può infatti sembrare un album piacevolmente
ballabile con una leggera vena polemica, già ad un secondo ascolto
si svela per ciò che è: un disco di denuncia. Non fraintendetemi,
non intendo un'opera politicizzata e di protesta ma di denuncia
verso alcuni mali che affliggono la società moderna. Mali che spesso
non vengono cantati ma solo sussurrati per paura di giudizi o
ripercussioni. Ma anche mali minori, dettati da ignoranza o superbia
che ci circondano affiorando di tanto in tanto... Come accade nella
miglior tradizione cantautorale, termini che se associati possono
dare adito a pericolosi fraintendimenti, il ritmo, spesso, è
orecchiabile e leggero in assoluto contrasto con i testi, pervasi di
un cinismo che rimanda ai grandi cantautori della tradizione
italiana. Le sonorità di Guccini e De Andrè unite ad un saggio
utilizzo dell'ironia ereditato da Gaber e Iannacci rendono questo
album una sorta di tributo a chi, con sagacia, bravura e
intalligenza, ha raccontato mezzo secolo di storia nazionale. Ma
Contronatura
è prima di tutto un disco piacevole, per le orecchie, per il
cervello e, soprattutto, per il cuore.
Eccovi un assaggio dell'album!
giovedì 30 maggio 2013
Christopher Moore, viaggio semiserio tra Sacerdotesse, gatte e Signore con le calze a rete
Oggi voglio parlarvi di uno degli scrittori più divertenti e geniali che si possano trovare in circolazione: Christopher Moore. Grazie alla casa editrice Elliot, vera e propria pioniera nel campo della sperimentazione letteraria, poco alla volta anche in Italia possiamo gustarci le opere di questo prolificissimo autore americano. Non è facile tradurre le opere di Moore, cosa che il bravissimo Luca Fusari riesce a fare senza problemi, ed è ancora meno facile proporle ad un pubblico non sempre abituato a ridere del politicamente scorretto; perchè, diciamoci la verità, quello che contraddistinque Chris (così lo chiamano i fan) è proprio la capacità di ridere di tutto e tutti. Pubblicato per la prima volta in Italia agli inizi degli anni '90, conu due capolavori della letteratura umoristica, oggi, proprio grazie alla casa editrice romana, Moore vanta ben dieci titoli all'attivo sul territorio nazionale. Non perderò tempo a parlare delle opere passate, tra le quali emerge magistralmente Il Vangelo secondo Biff, vero e proprio apice della produzione dell'autore ma, oggi, mi concentrerò sulle due perle che quest'anno, come ogni anno ormai, ho avuto il piacere di trovare nello stand della Elliot al Salone del Libro: Il karma del gatto e, soprattutto L'isola della sacerdotessa dell'amore. Se il primo dei due titoli, un libretto di circa 100 pagine, risulta quasi un divertissment e raccoglie due racconti scritti in gioventù da Moore e mai pubblicati, col secondo titolo ci si trova davanti ad un'opera acerba che però al suo interno contiene, in potenza, il seme dei capolavori che seguiranno. Ma procediamo per gradi. Come detto precedentemente ne Il karma del gatto sono raccolti due brevi racconti, il primo che da il titolo al libro e il secondo intitolato Nostra signora delle calze a rete, che vi faranno passare un'ora particolarmente piacevole. Acerbi, non particolarmente articolati e con pochissima trama, i due racconti costituiscono una sorta di battesimo del fuoco per quello che diverrà uno dei più divertenti autori contemporanei.In L'isola della Sacerdotessa dell'Amore, invece, si camnia decisamente tono. Scritto nel 1996, quando in pratica in Italia era semisconosciuto, la storia introduce personaggi che i più affezionati lettori riconosceranno subito, primo tra tutti un amico che non sopporta la luce. Tra antichi culti e culti del cargo, Moore ci guida attraverso una civiltà sconosciuta in compagnia di "uno sfigato intrappolato nel corpo di un figo" e di una Dea capace di affascinare e ferire con voluttà e semplicità.
Oggettivamente non vi troverete di fronte alla più bella tra le opere dell'irriverente autore americano ma, in nuce si scorge già quello che negli anni diverrà il suo tratto distintivo: la capacità di scrivere intorno a tematiche scomode senza perdere la voglia di divertire, a volte fino alle lacrime. Non potrete non adorare Sarapul e Kimi così come, volenti o nolenti, non potrete non rimanere ammaliati dalla Sacerdotessa del Cielo, vera star di questo surreale racconto micronasiano. A metà tra Uno stupido angelo e Il ritorno del Dio Coyote, L'isola vi farà ridere, pensare ma soprattutto vi farà amare personaggi che, normalmente, non sarebbero mai diventati protagonisti di una storia, tantomento di una storia epica, piena di esplosioni, fantasmi e, naturalmente, sesso!
P.S.
Come sempre un piccolo plauso è d'obbligo per il già citato traduttore e per tutti coloro che, con le loro ricerche, hanno permesso a Chris di scrivere un altro libro pieno di notizie, curiosità e aneddoti che forse, non sono altro che pura invenzione.

martedì 21 maggio 2013
Zombies and beauties
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