venerdì 8 febbraio 2013

Let the steam begin






Vapore, costumi, musica. Cosa si può volere di più dalla vita? Tante cose, ma noi ci accontentiamo di queste. Non vi rubo tempo con tanti giri di parole, preferisco citare le parole di un saggio: 




Ci sono luoghi dove non vieni giudicato per come ti muovi.
Ci sono persone che condividono con te l'urlare e il rimanere senza un filo di voce al suono di una sigla dei cartoni animati.
Ci sono persone che condividono con te passioni e amori, senza chiedere nulla in cambio.
Questo e' cio' che e' accaduto ieri sera.

Balli, gare, salti, urla, risate, sudate, saluti, ed abbracci.
Fumetti, cartoni e cosplay in una sola cosa.
Ad unire persone fra loro sconosciute.
A far reincontrare persone che non si vede da tempo.
A dar modo di conoscerne di nuove e accrescerne di precedenti.

Quindi che dire.
Nn faro' nomi, perche' in questo mondo siamo tutti amici.
E cosi' dovrebbe essere, come ieri sera.

Serata perfetta, colma di tutto cio' che dovrebbero essere incontri come questi.
Grazie agli organizzatori.
Grazie agli amici di vecchia data, ai nuovi amici, ed agli sconosciuti, che hanno reso tale tutto questo.
E ora basta, che non vorrei lasciar lacrimare nessuno.

Dal vostro amico, conoscente, sconosciuto, e per alcuni, papa' Gaara




ed ora via con la prima parte della gallery!!!









































mercoledì 6 febbraio 2013

Quando l'arte incontra l'arte



La neonata associazione Iris ha presentato: Incontri d'arte un evento che, con eleganza e giusta misura ha offerto al pubblico belle opere d'arte, musica e poesie. Tra le note del bravissimo Constantin Voicu, già primo violino dei Rondò Veneziano, e i versi dei poeti coordinati da Antonella Ronzulli, gli astanti hanno potuto godersi un pomeriggio interamente dedicato all'arte. Sotto la cura di Francesco Italiano, pittore con esperienza cinquantennale, le opere esposte, per qualità e stile, sono in grado di soddisfare anche i gusti più raffinati.

Potrete trovare i quadri naif di Gianni Pontiroli, ricco di colori e morbide forme capaci di proiettarci in un mondo popolato da tinte vive e non grigio e fumoso. In contrasto con la familiarità e semplicità, non tanto artistica quanto piuttosto relativa alla fruizione e alla comprensibilità, troviamo i lavori puramente informali del giovane Fabio Nalin.

 Se a volte l'astratto può sembrare un'escamotage per nascondere una mancanza di idee, nelle opere dell'artista in questione traspare una sensibilità che supera le linee e i colori trasformando geometrie in segnali che toccano il profondo. 




Di tutt'altro stile, le opere di Mauro Lagotto che, tra aquarelli di bellissimi paesaggi e figure umane dimostra un talento che con gli anni darà interessanti frutti.


 Se le opere finora descritte sono il frutto del lavoro autodidatta di artisti con una vena artistica spiccata, che a volte va a compensare qualche carenza tecnica, nei dipinti di Flavia Chiarotto traspare un'esperienza ed una bravura dovuta ad anni di lavoro e studio. I paesaggi esposti, riconducibili ad un impressionismo assolutamente non di maniera, riescono a colpire l'osservatore per la loro luminosità e, soprattutto, per la capacità dell'autrice di catturare l'attimo. Fotografie senza tempo i quadri di Flavia Chiarotto dimostrano una maturità che, col tempo, anche gli altri pittori presenti sicuramente svilupperanno. 


Maturità che di sicuro non manca al curatore della mostra: Francesco Italiano. Come detto in precedenza, Italiano ha alle spalle più di cinque decenni di pittura, esperienza che letteralmente emerge dalle sue opere. I lavori presentati, alcuni in creati in collaborazione con Irina Elena Petrescu, sono caratterizzati dalla matericità, vero e proprio tratto distintivo del pittore torinese. Una matericità fatta di oggetti e forme spesso irriconoscibili ma che, grazie all'abilità dell'artista, si uniscono per ricreare vedute al limite dell'umana comprensione. Paesaggi che diventano più chiari quando la materia lascia spazio al tratto. Ed è proprio in questi momenti che traspare l'esperienza, la bravura , soprattutto, una sensibilità fuori dal comune. Oltre ad aver collaborato con Francesco Italiano alla creazione di tre opere, Irina Elena Petrescu è presente in mostra con sette opere di grandi dimensioni. Nei suoi lavori traspare un talento che, unito ad una buona capacità tecnica, le permette di giocare con paesaggi illusori e colori irreali, creando onirici panorami e vedute fuori dal tempo.


L'associazione che ha presentato questa esposizione, che potrete visitare fino al sette febbraio, ha già in programma una serie di mostre che, sono certo, soddisferanno anche i palati più esigenti.












domenica 3 febbraio 2013

When the dance Open the heart


Il 30 gennaio è andato in scena, presso il Teatro Colosseo di Torino, lo strabiliante spettacolo di Daniel Ezralow e della Daniel Ezralow Company: Open



C'è danza e danza. Appurata questa verità lapalissiana la domanda che può sorgere spontanea è: perchè devo andare a vedere dei tizi che, spesso, fanno dei movimenti incomprensibili? Perchè, quando ci sitrova davanti ad una tale perfezione è impossibile non rimanerne colpiti. Tralasciando per ora gli aspetti tecnici, assistere ad “Open” della Daniel Ezralow Company è un'esperienza unica. Naturalmente, quando si ha a che fare con uno dei fondatori di Momix, lo stupore è prevedibile ma, questa volta, il ballerino e coreografo americano supera se stesso proponendo al pubblico un viaggio attraverso l'uomo e ciò che lo circonda. Accompagnati da musiche magistrali, quasi tutti pezzi classici noti al grande pubblico con una piacevole rivisitazione che non vi svelerò, gli otto artisti in scena solcano il palcoscenico attraversando epoche, luoghi ed emozioni in un rutilante carosello di forme e colori.
Ciò che contraddistingue il corpo di ballo, infatti, è la differente formazione tecnica dei vari membri, formazione che comprende danza classica, moderna e, addirittura, ginnastica artistica. Solo così si possono spiegare alcuni volteggi e alcune prese che poco hanno a che vedere con la danza propriamente detta.
Quello che più colpisce però, è la capacità di Ezralow di esaltare le caratteristiche di ogni artista presente sul palco grazie all'utilizzo del corpo come strumento. I movimenti presentati al pubblico stupefatto trasformano l'esecutore in un'opera d'arte e lo spettacolo in un tripodio di bellezza. Non bellezza soggettiva ma perfezione anatomica raggiunta dopo anni di allenamenti, bellezza che si riflette negli occhi di chi guarda fino a sfiorarne gli animi. È quindi impossibile descrivere lo spettacolo senza svelarne il contenuto, vi basti sapere che tra città affolate, nuvole e germogli, anche voi troverete il tempo di aprire il vostro cuore alla danza.


mercoledì 30 gennaio 2013

La ragazza che suonava per i morti










Anche solo per una questione di rispetto, prendetevi un momento e guardate questa immensa ragazzina. Nella sua voce troverete la sofferenza di tutti coloro che sono morti ascoltandola.







Gli Istituti storici per la Resistenza di Torino, Alessandria e Cuneo, insieme a Edizioni Seb27 e con il sostegno dei Comitati Resistenza e Costituzione di Regione e Provincia di Torino e del Goethe-Institut Turin, hanno proposto in occasione del "Giorno della Memoria" una intervista-concerto con Esther Béjarano.

Procediamo con ordine però. Esther Béjarano, classe 1924, nasce in Germania in una famiglia di musicisti. Durante le persecuzioni razziali è deportata ad Auschwitz e, sapendo suonare la fisarmonica viene inserita nell'orchestra femminile, orchestra che ha lo scopo di accompagnare musicalmente i prigionieri. L'esperienza di questa giovane ragazza traspare ancora oggi, ben settant'anni dopo, negli occhi e nelle parole della donna che, col suo passo sicuro e gli occhi lucidi, riesce ad ammaliare tutti i presenti. In giorni in cui uno stupido revisionismo si fa tristemente minaccioso, è importante che eventi del genere siano organizzati sempre più spesso e promossi capillarmente. L'evento, organizzato da diversi istituti di studi storici, ha coinvolto le città di Alessandria Cuneo e Torino con tre brevi concerti in cui la protagonista, accompagnata dal bravissimo Gianni Coscia, ha deliziato i convenuti con la sua bellissima voce. Nel repertorio di Esther, soprano di coloritura ancora in grado di emozionare con il calore della sua voce, alcuni pezzi simbolo della resistenza che, per sua stessa testimonianza, venivano cantati proprio nei campi di sterminio.
Il racconto dell'esperienza vissuta è terribile ma al tempo stesso dolce e nostalgico. Sentire parlare un pezzo di memoria storica non ha prezzo e forse qualcuno dovrebbe ricordarselo.
Oltre al concerto è stato presentato il volume "La ragazza con la fisarmonica" e il DVD-documentario "Esther che suonava la fisarmonica nell'orchestra di Auschwitz", viseo-testimonianza direttamente dalle parole della ragazza che, per qualche anno, ha sollevato almeno un po' gli animi di chi come lei sapeva di andare a morire.

martedì 29 gennaio 2013

Con una graphic novel filmata la giovane Evelyn, solo ventun anni, ci proietta nella favola di biancaneve facendoci scoprire un mondo fatto di chiaro-scuri. Autodidatta siciliana alle prime esperienze, ha esposto un'opera al Twilight saga fandom contest promosso dai tipi della Fazi, con il suo disegno morbido riesce, senza difficoltà, a unire le tematiche occidentali della fiaba ad un tratto che strizza l'occhio al mondo dei manga. Se in alcuni punti il disegno appare meno preciso è solo per far trasparire meglio le emozioni dei personaggi e, sopratutto dell'autrice. Attraverso matite, caboncino e china Evelyn rilegge lo storico racconto dei fratelli Grimm rendendolo, ancora una volt attuale ma, d'altronde, è questo il bello dei classici!!!!!


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